AL FIANCO DI CHI HA DAVVERO BISOGNO

Negli scorsi anni, l’Amministrazione Comunale ha organizzato un sistema di politiche sociali particolarmente forte e articolato. Le risorse non sono mai sufficienti e le necessità di chi si trova in una condizione difficile paiono spesso ingestibili.

Sono state alcune centinaia le persone che hanno ricevuto supporto dal Comune, dai servizi sociali, dalle associazioni come la San Vincenzo o il Centro d’Ascolto della Caritas, piuttosto che dalla Parrocchia.

In gran parte di nazionalità italiana.

Per noi, le persone che hanno bisogno vanno aiutate, indipendentemente dalla loro provenienza geografica, ma basta leggere i resoconti delle associazioni sopra citate, o chiedere informazioni alle assistenti sociali, per scoprire che non esistono forme particolari di assistenzialismo a favore degli stranieri che vadano a scapito dei nostri connazionali.

Tavoli di confronto continuo per decidere come suddividere il lavoro e confrontare le informazioni relative ai beneficiari degli aiuti.

Nuove convenzioni con la Caritas e la San Vincenzo.

Misure di sostegno alla locazione, con alcuni mesi di affitto pagati direttamente ai proprietari di casa, per evitare sfratti o situazioni di emergenza abitativa. Piccole borse lavoro cofinanziate dal Comune.

Un ambizioso progetto di social housing, cofinanziato dalla Compagnia di San Paolo, per offrire temporaneamente un appartamento a donne vittime di violenza e ai loro figli.

Nuovi bandi per l’assegnazione di case popolari, gestite da ATC Nord Piemonte.

Questi sono alcuni dei risultati che erediterà la prossima Amministrazione.

Non servirà inventarsi nulla di particolarmente innovativo, ma proseguire sulla strada già tracciata.

La nostra città inoltre ha l’enorme fortuna di poter contare su tante altre associazioni, oltre a quelle sopra citate, che svolgono servizi per le fasce deboli: basti pensare agli Alpini, all’Auser, all’AVGIA, alla Pubblica Assistenza Trinese, solo per citarne alcune. Tutte queste associazioni hanno beneficiato in passato del supporto del Comune, continueremo a garantirlo.

Casa e lavoro restano i bisogni principali per le persone più deboli. Il rapporto con ATC è complicato, anche per il patrimonio edilizio in condizioni molto difficili, oltre che per le scarse risorse a disposizione dell’Agenzia per la Casa. Negli scorsi anni è stato però avviato un percorso virtuoso fatto di piani di recupero, misure di sostegno alle famiglie che si impegnano e rientrare dalle posizioni debitorie, attività di prevenzione rispetto al rischio di decadenze e quindi di sfratti.

Siamo però dell’idea che il modello della concentrazione del patrimonio immobiliare ATC in pochi edifici relegati in alcune zone della città sia sbagliato e completamente da rivedere. Bisogna evitare il rischio di ghettizzazione e lavorare sull’integrazione e spingere chi vive in condizioni precarie a seguire modelli virtuosi, mentre invece spesso si abituano al degrado e al mancato rispetto delle regole.

Per quanto riguarda il lavoro, sono da sostenere percorsi di formazione e continueremo ad attivare borse lavoro e tirocini per quei soggetti particolarmente in difficoltà o che non riescono a rientrare autonomamente nel mondo del lavoro.

Un polo per la salute e l’assistenza

La via Ortigara è per Trino la “via della salute”.

Su via Ortigara si affacciano le strutture sanitarie della nostra città e le associazioni impegnate nel settore sanitario ed assistenziale come la P.A.T. la FIDAS, gli Alpini (con il servizio dei medicinali a domicilio), è presente la guardia medica, il poliambulatorio e l’IPAB Sant’Antonio Abate. Con la collaborazione di tutti questi soggetti e soprattutto con l’ASL, intendiamo avviare una riqualificazione degli spazi del poliambulatorio con l’obiettivo di potenziare i servizi già erogati ed avviarne di nuovi a vantaggio dei cittadini e degli ospiti della struttura sanitaria.

Speriamo infine che possa tornare alla normalità la gestione dell’IPAB “S. Antonio Abate”, dopo il necessario periodo di commissariamento giunto dopo la negativa esperienza della presidenza Paciariello. Il Consiglio di Amministrazione di cui hanno fatto parte Bruno Ferrarotti, Chiara Martinotti, Giovanni Tricerri e, per la prima parte, Andrea Boltro, ha svolto un lavoro enorme, tutto volto a migliorare le condizioni degli ospiti e dare stabilità all’ente, e li vogliamo ringraziare ancora una volta.

Questa struttura dovrà affrontare nei prossimi mesi la trasformazione in Azienda Pubblica di Servizi, un passaggio delicato che potrà però portare al superamento di alcune criticità gestionali. Restano i nodi dei pochi posti convenzionati, sul totale dei posti letto, e i lavori di miglioramento necessari alla casa di riposo. Continuiamo a essere contrari a soluzioni che vanno verso la privatizzazione o il peggioramento delle condizioni contrattuali di chi lavora. Saremo al fianco degli ospiti, delle loro famiglie e dei lavoratori dell’IPAB.